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L'innovazione tecnologica a servizio dell'acqua

Le eccellenze della ricerca applicata a confronto

Martedì 5 dicembre SMAT ha ospitato presso il Padiglione dell’Acqua il convegno “Digital Water – la ricerca applicata per i servizi idrici”, durante il quale sono state presentate ad un folto pubblico le ricerche più significative svolte da Utilities, Atenei, Centri di Ricerca e Industrie del settore, nel campo della ricerca applicata per i servizi idrici.
A dare il benvenuto il Presidente Paolo Romano, che ha spiegato come l’incontro sia “nato dall’esigenza di mettere a confronto le esperienze conseguite in questi ultimi 3 anni da HERA, IREN e SMAT in seguito ad un accordo siglato nel 2014 e condividere  i risultati raggiunti nello sviluppo di progetti innovativi”.
La conduzione della prima parte del convegno è stata affidata al giornalista di divulgazione scientifica Andrea Vico che introducendo i relatori ha sottolineato “quanto lavoro e quanta tecnologia stia dietro un gesto semplice come aprire il rubinetto e quanto queste aziende lavorino quotidianamente per migliorare il servizio idrico”.
Giannicola Scarcella ha aperto i lavori parlando dell’esperienza del Gruppo Hera nell’ottimizzazione del processo di depurazione ai fini del controllo del parametro dell’azoto totale e la riduzione dei costi energetici portando ad esempio tre impianti di depurazione di dimensioni diverse. Nicola Bazzurro ha introdotto la telemetria acustica applicata alle reti acquedottistiche di Iren.
A seguire Riccardo Delleani ha illustrato la collaborazione tra Olivetti e SMAT basata sulla tecnologia cellulare NB-IoT che ha consentito la realizzazione di dispositivi di monitoraggio a distanza in grado di rintracciare in tempo reale le perdite nella rete e di leggere i consumi anche in luoghi molto difficili e complicati da raggiungere. “Siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti dalla sperimentazione con SMAT e questo ci incentiva ad investire nel tema della smart water” ha concluso l’Amministratore delegato di Olivetti.
L’intervento di Gabriele Cecchini di Thales Alenia Space ha analizzato quattro progetti sull’acqua e le missioni spaziali: il giubbotto ad acqua PERSEO, realizzato in collaborazione con SMAT, per proteggere gli astronauti dalle radiazioni spaziali a cui sono continuamente sottoposti, i metodi di monitoraggio dallo spazio di risorse idriche non visibili in superficie, la gestione dell’acqua raccolta nello spazio sia per uso umano, sia come fonte di propellenti per il trasporto spaziale. Infine il progetto PIUME che nasce dalla necessità di supportare l’uomo in situazioni e  condizioni estreme.
Lorenza Meucci, dopo aver introdotto l’intensa attività di Ricerca svolta all’interno del Centro Ricerche SMAT e sottolineato i rapporti intessuti con il mondo accademico e con le attività produttive alle quali i progetti di studio si rivolgono, si è soffermata in particolare sui progetti mirati a prevenire e mitigare gli impatti dei cambiamenti climatici sulle risorse idriche. Tra questi, il bacino di Lagunaggio e gli Acquedotti della Valle di Susa e della Valle Orco rappresentano una garanzia di disponibilità idrica in periodi fortemente siccitosi. In seguito agli impatti dei cambiamenti climatici in atto, il tema della reperibilità dell’acqua, e della disponibilità di acqua di qualità, diventa cruciale a livello globale e la ricerca deve impegnarsi per far fronte a questa emergenza.
Nasce in questo contesto, in una collaborazione tra SMAT, l’Istituto di Geoscienze e Georisorse (IGG) del CNR, il Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio (DIST) del Politecnico e dell’Università di Torino, l’Arpa piemonte e la Società Metereologica Italiana ONLUS, lo studio presentato da Antonello Provenzale, direttore dell’IGG-CNR, che ha come obiettivi la valutazione della vulnerabilità ai cambiamenti climatici delle risorse idriche sotterranee utilizzate per scopi idropotabili in area ATO3 Torinese (in termini di quantità e qualità) e la previsione dell’evoluzione di tale vulnerabilità a scala temporale decennale/ventennale in scenari di cambiamento climatico.
La capacità di adattamento ai cambiamenti climatici è una delle sfide più importanti che i gestori del servizio idrico integrato dovranno affrontare nel futuro prossimo e gli scenari previsionali che si andranno a delineare a conclusione del progetto, che avverrà nei primi mesi del 2019, costituiranno  la base scientifica per  gli ulteriori sviluppi strategici. Tale supporto di conoscenze contribuirà anche alla definizione delle azioni di governance della risorsa idrica, in un contesto generale che sempre più sostiene ed incentiva la progettazione partecipata.