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I costi della siccità per SMAT

I dati sono stati forniti dal Presidente Paolo Romano in occasione del Convegno sui cambiamenti climatici promosso da Confservizi Piemonte e Valle d’Aosta

La siccità prolungata da luglio 2017 a gennaio 2018 ha costretto l’azienda che gestisce il servizio idrico dell’area metropolitana torinese ad effettuare 1.336 interventi ad integrazione dei serbatoi alimentati da fonti montane. I comuni interessati, ai quali SMAT ha portato con autobotti e serbatoi mobili acqua per un totale di 71.329 metri cubi sono stati 63.  Gli interventi hanno comportato per SMAT un costo aggiuntivo di oltre 1,2 milioni di euro.
“Lo stato attuale delle riserve d’acqua – ha detto Romano – può diventare preoccupante, in particolare per le fonti montane. Se le nevi si sciogliessero troppo rapidamente per via dell’aumento delle temperature, ci troveremo ad affrontare di nuovo un’estate siccitosa. Per questo motivo SMAT oltre ad effettuare interventi di tipo strutturale, come l’Acquedotto della Valle di Susa, sta lavorando con il Cnr ad uno studio di prevenzione che interesserà 9 sottobacini idrografici, per analizzare l’impatto dei cambiamenti climatici sulle falde profonde e riuscire ad adottare tempestivamente nuove sistemi per la conservazione delle riserve idriche”.