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I danni provocati da siccità e inondazioni: attività di prevenzione

La tavola rotonda che ha concluso la due giorni torinese sui servizi idrici, organizzata da Servizi a rete e SMAT

L'effetto congiunto dei cambiamenti climatici e della vetustà delle reti impongono strategie aziendali volte alla prevenzione e attività di gestione ed organizzazione che sono state analizzate nel corso della seconda giornata del Servizi a Rete Tour 2018.
La brusca alternanza di periodi di siccità e periodi di precipitazioni intense richiede una sempre maggiore efficienza delle reti idriche, il monitoraggio delle stesse e delle fonti di approvvigionamento e la predisposizione di piani per la gestione delle emergenze.
Sulla base delle esperienze e delle criticità affrontate negli anni, i rappresentanti delle aziende, che hanno partecipato alla tavola rotonda moderata da Francesco Albasser, hanno fornito spunti interessanti.
Giovanni Gnocchi di IRETI ha sostenuto che è necessario agire su due linee: la prevenzione, riducendo le perdite e gli sprechi agendo sulla pressione e le scorte, attraverso una razionalizzazione delle risorse.
Cettina Romano, responsabile potabilizzazione e Nadia Lo Presti dell’AMAP hanno indicato una valida soluzione nella riduzione della pressione in rete, evitando invece la turnazione, che crea problemi legati alle manovre e alla qualità della risorsa.
Sandro Cecili, Presidente Ato2 Roma, sulla base dell’emergenza affrontata 2017, ha sottolineato come sembri un paradosso ma proprio nei momenti di grande crisi si trovino le soluzioni migliori che forniscono poi un nuovo assetto al servizio.
Francesca Portincasa, direttore reti e Impianti dell’Acquedotto Pugliese ha sottolineato come, accanto a modelli e sistemi di previsione e all’attivazione di fonti di approvvigionamento altenative, anche la comunicazione abbia rilevanza strategica nella gestione dell’emergenza: informare la popolazione è utile per indurre al risparmio della risorsa idrica.
Francesca Menabuoni, amministratore delegato di Nuove Acque ha invece posto l’accento sul ruolo del gestore che, con pragmaticità e coraggio, deve orientare i piani di investimento negoziandoli con l’Ente di regolazione.

Marco Acri, direttore generale SMAT ha posto l’accento sulla esigenza di superare la necessità di operare in emergenza esercitando un cambiamento di mentalità: dalla riparazione delle fughe è necessario agire con interventi efficaci alla risoluzione del problema che ne è la causa.
Tutti sono stati concordi nel valorizzare la conoscenza del territorio, della rete gestita delle fonti di approvvigionamento e della loro differente vulnerabilità, informazioni che sono alla base della programmazione.